Il Consiglio d’Amministrazione del consorzio Coripet ha recentemente deliberato l’adeguamento del CRC (Contributo di Riciclo Coripet): l’importo che i produttori consorziati e i converter pagano come contributo per l’avvio a riciclo delle bottiglie in PET post consumo.
L’attuale scenario di riferimento ha infatti richiesto un aggiustamento del CRC, che salirà così, a partire dal primo gennaio 2024, da 16 euro a 183 euro per tonnellata, numero in linea con i valori storici del contributo ambientale prima della comparsa di Coripet nella filiera. Il valore per il 2024 è stato rivisto al rialzo per la prima volta dopo un lungo periodo di ribassi, reso possibile grazie al brillante ma insolito andamento delle aste del PET. Ora che tale valore è tornato ai livelli consueti, si è reso necessario il riadeguamento della tariffa.

In questo periodo Coripet ha potuto lavorare sull’efficientamento del sistema e sull’implementazione della rete degli ecocompattatori (oltre 1000 su scala nazionale) che garantisce ai soci Coripet rPET da filiera chiusa e quindi idoneo al diretto contatto alimentare. Un rPET di origine e produzione interamente italiana, che non permetterà solo al sistema Paese di raggiungere gli obiettivi indicati dall’UE, ma che va a vantaggio sia dell’economia nazionale del settore sia della qualità e della sicurezza alimentare, dal momento che con questo rPET saranno prodotti contenitori per liquidi ad uso alimentare.
A meno di due anni dagli obiettivi europei, la sfida dei prossimi mesi riguarderà sempre di più l’efficientamento del sistema delle raccolte selettive e tradizionali, che possono, con economie di scala e innovazioni tecnologiche, migliorare sia la resa negli impianti di selezione sia la sensibilizzazione dei cittadini, senza i quali non sarebbe possibile raggiungere gli obiettivi di raccolta al 77% delle bottiglie in PET immesse al consumo sul territorio.