Hyundai: recuperare e rigenerare le reti da pesca

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reti da pesca

Hyundai sostiene un progetto che mira a trasformare le reti da pesca abbandonate in un esempio di economia circolare.

Ogni anno vengono abbandonate 640.000 tonnellate di reti da pesca nei mari e negli oceani di tutto il mondo, contribuendo al loro inquinamento e causando seri danni alla fauna ittica.

Per affrontare questo problema sono sempre più numerose le campagne di sensibilizzazione per il recupero dei materiali e l’utilizzo dei filati di nylon da essi derivati per l’impiego in svariati settori.

È il caso dell’industria dell’auto che ormai da diversi anni vede molti costruttori impegnati in progetti finalizzati non solo a prevenire l’inquinamento dei mari, ma anche al riutilizzo di materiale riciclato per tessuti e rivestimenti.

Tra di essi, va menzionato l’impegno di Hyundai, colosso sudcoreano dell’auto, che ha avviato nel 2021 una collaborazione con il progetto internazionale Healthy Seas, recuperando quasi 80 tonnellate di rifiuti dagli oceani, il primo anno, e oltre 23,5 tonnellate nella prima metà del 2022.

Oltre a queste campagne, Hyundai ha inserito filati a base di nylon riciclato in diversi modelli delle proprie auto.

reti da pesca

È il caso di Ioniq 5 e Ioniq 6, primi due modelli della nuova famiglia di auto completamente elettriche, sulle quali sono presenti tappetini realizzati in ECONYL®, nylon rigenerato creato partendo dai rifiuti in nylon, come le reti da pesca non più utilizzabili e gli scarti di produzione tessile, destinati allo smaltimento, che vengono recuperati e trasformati in un filo nuovo, avente le stesse caratteristiche del nylon ricavato da materia prima standard, ma può essere rigenerato, ricreato e rimodellato all’infinito. Viene prodotto dalla italiana Aquafil (tra i soci fondatori di Healthy Seas).


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